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Racconto di Gatto NineNineNine - Ingress
di Gatto NineNineNine   

  Febbraio 2013 ... questo è il mio nuovo Racconto: Ingress Febbraio 2013 ... questo è il mio nuovo Racconto: Ingress  

Questo è il mio nuovo racconto ... Ingress

         

 Racconto di Gatto NineNineNine - Ingress   

INGRESS

         

"Le ho detto che non mi importa delle sue normative!"
"Signora, si calmi ... Non possiamo far partire le ricerche prima di..."
"Oh!... Ma per favore!... L'avete già ripetuto più volte!... Rivoglio mio figlio!... ORA!..."
"La prego si calmi signora Misseltwaith !..."
"E va bene..." Disse la donna, alzandosi bruscamente. Era diventata rossa in viso. "Vorrà dire che lo cercherò da sola!... Con, o senza il vostro aiuto."  Aggiunse mentre prendeva la borsetta.
"La prego non si agiti !..." Cercava di calmarla il poliziotto.
Ma la signora Misseltwaith era già fuori dalla porta dell'ufficio.
"Eh ... Come fare per contenere un buon animo di una madre spaventata per il proprio figlio?" Disse fra se' e se' il Commissario sistemando i piedi accavallati l'uno sull'altro sopra la scrivania e le braccia conserte dietro alla nuca; sospirando s'assopì.

La madre aveva tutte le ragioni del mondo per uscire in fretta e furia, il figlio Richard, era scomparso ormai da giorni, stranamente assieme alla gattina di casa Nineninenine. Il nome un po' strano l'aveva scelto Richard quando aveva non più di tre anni, a quell'età per lui era un' impresa dire parole sensate, così, appena vide il gatto dal manto tinto di blu, disse:
"Mamma  !... È Nineninenine !..." Da quel momento la gattina era diventata un membro della famiglia.
Richard non se ne separava mai, possibile che fossero scappati di loro spontanea volontà ?....
Miss. Misseltwaith aveva le idee ben chiare, sarebbe partita alla sua ricerca, prendendo naturalmente tutto il necessario per il viaggio !...
Conoscendo bene suo figlio inizialmente perlustrò tutti i luoghi in cui era più probabile trovarlo: la pasticceria Ninnoli dove si soffermava ogni mattina andando a scuola ammirando quei meravigliosi dolcetti e pasticcini decorati con tanta cura; il negozio di giocattoli Johny's Toys e naturalmente la casetta sull'albero dove si era già nascosto diverse volte per scampare ai cenoni di famiglia. Una fuga strategica per non farsi strizzare la guance da tutte le zie, per le quali, da tempo, era come un rituale.
Niente da fare, Richard non si trovava ... Così la Signora Inde Misseltwaith, si diresse nell'unico luogo rimasto in cui il ragazzo poteva essere andato a finire; da Luciano.
Richard lo considerava come un nonno poiché gli era sempre stato vicino.  Fin da quando aveva circa cinque anni, lo consolava e gli raccontava anche delle fantastiche storie; storie della sua avventurosa vita, la sua vita di quando era giovane e pieno di forze.
Una volta arrivata, Inde, fu accolta come sempre con grande gioia dall'anziano:
"Inde !... Che sorpresa !... Qual buon vento ti porta qui da me ?... Spero davvero che sia un vento caldo, con questa stagione gelida non so più cosa mettermi indosso."
Appese ai muri d'ingresso Luciano aveva diverse foto di Richard al quale voleva molto bene, proprio come un nonno vuole bene al nipote. Tutte le foto erano lucide, in ordine e ben spolverate. La precisione di Luciano era nota in tutto il paese, ordinato come lui, non c'era proprio nessuno.

Alla vista di quelle foto, la Signora Inde Misseltwaith si strofinò gli occhi per cercare di non piangere davanti al Signor Boeni ma ... nulla da fare, le lacrime rigarono il suo volto. Quando iniziò a singhiozzare, il vecchio Luciano la porto dentro dicendole con amore:
"Su avanti, adesso si calmi. Le porto una tazza di tè caldo e parliamo un po’. Quale cosa terribile la affligge Signora Misseltwaith ?..."
"Beh ecco..." Rispose malinconica. "Io n-non trovo più mio figlio. Sono anche andata dalla Polizia per denunciarne la scomparsa ma non mi hanno ascoltato !..."
E dopo queste parole cercò di asciugarsi il viso rigato di lacrime.
"Richard ?... Com'è possibile ?..."
"È successo e basta !..."
"Suvvia non se la prenda ... Lo conosco bene. Avrà sicuramente le sue buone ragioni."
"No !... No. È tutta colpa mia. Sono stata una pessima madre."
"Oh la prego. Tutto ma non questo. Non si preoccupi lo cercheremo insieme." Disse con tono rassicurante.
Luciano ancora non credeva alle parole di Inde, gli sembrava assurdo che il ragazzo fosse scappato. Anche se considerava la donna un po’ troppo oppressiva ed a volte soffocante nei confronti del ragazzo.
"Lo troveremo vedrà ... Conosco più cose di quanto lei possa credere …"
"Cosa vuole dirmi ?..." Chiese la donna che non aveva compresso la frase lasciata a metà.
"Le va un tè ?..." Cambiò discorso Luciano mordendosi un labbro. Aveva parlato senza riflettere.
"Oh … Sì, magari !... Grazie."
"Si sieda." La invitò lui.
"Richard ha il suo cellulare con se' ?..." Chiese Luciano mentre si dirigeva verso uno scaffale pieno di libri.
"Sì ma non crederà che le risponda ... è irraggiungibile."
"Si vede che non è mai neanche entrata dalla porta della Niantic Labs … " Borbottò Luciano.
Ma Inde era troppo impegnata a pensare al figlio per stare ad ascoltare il vecchietto. Sconsolata si sedette.
“La prego, mi faccia provare, magari il ragazzo ha nuovamente acceso il suo telefono.”
“Ricordo il suo numero a memoria, è 346 578 299 19.!
Luciano, di nascosto, digitò su di un piccolo display alcune cose e subito dopo si diresse verso la cucina.
La Signora Misseltwaith sospirava, immersa nella sua depressione. L’uomo, silenzioso, preparava il tè.
Qualche minuto dopo Luciano tornò portando un antico vassoio con sopra due bellissime tazze da tè ed una teiera fumante.
“Ecco qui, un delizioso Tè verde Fukuyu.” Luciano coltivava la passione per il tè e lo considerava molto più che una semplice bevanda; quasi una pozione magica. “Deve sapere che questa qualità è coltivata alle falde del Monte Fuji ed esiste un’antica storia che lo riguarda … “ Luciano avrebbe voluto raccontare una piacevole storia alla Signora Misseltwaith ma la guardò e vide che era troppo afflitta per ascoltarlo, quindi rimase in silenzio. Versò il profumato tè nella tazza e chiese, serenamente:
“Zucchero ?...”
La Signora si riprese un po’ e lo guardò.
“Grazie.”
“Provo a chiamare Richard. “ Disse Luciano prendendo il proprio cellulare. Digitò il numero ed attese.
“Nulla da fare. E’ spento o irraggiungibile.”
La Signora Misseltwaith abbassò lo sguardo e sospirò. “Dove sarà andato ?” Chiese con un filo di voce.
I due rimasero in silenzio, sorseggiando l’ottimo tè.
“Signora … “ disse Luciano con un tono rassicurante. “ … mi lasci un po’ di tempo e vedrà che lo ritrovo. Conosco tante persone e posso chiedere se qualcuno lo ha visto.” Detto ciò si alzò.
“Io devo andare … “ Disse Inde, alzandosi. “La ringrazio …”
“Mi metto subito a cercarlo.” La rassicurò Luciano.
I due si salutarono e Luciano provò una profonda tristezza per quella donna.
“Speriamo che Richard non si sia cacciato in qualche guaio.” Sospirò l’anziano. Lo conosceva e sapeva che era un bravo ragazzo ma la vita spesso serba brutte sorprese dietro gli angoli oscuri. “Se è scappato di casa solo per allontanare una madre apprensiva come Inge lo strozzo con le mie mani.” Gridò nella silenzio della stanza.
Mentre nella sua mente aleggiavano pensieri e preoccupazioni, Luciano aveva preso un telecomando da uno scaffale. Dopo aver premuto un pulsante, là dove c'era la libreria si aprì un varco che portava ad una stanza completamente bianca ed illuminata, poi una voce robotica echeggiò:
"Accesso Ingress ... Codice ... "
"Ressing" Disse Luciano.
"Accesso Ingress ... Concesso ... Signor Boeni ... Si prepari ... Per la discesa." Continuò la voce metallica.
Luciano entrò nella luce ed un silenzioso ascensore lo condusse nel sotterraneo. La corsa era monotona, mentre l’ascensore lo portava sempre più in basso, poi improvvisamente la cabina virò bruscamente curvando obliqua.
"Lalalà !..." Canticchiava il signor Boeni senza preoccuparsi di quelle curve tortuose. La strada non era diretta e lui sapeva che quel macchinario, benché moderno, tendeva a sbandare in curva.
"Ingress"  Ripeté con decisione la voce metallica.
"Ci siamo finalmente !..." Disse Luciano che trovava quel percorso ogni volta più lungo e noioso. "Ci siamo."
"Prego ... Password d'accesso ..." Disse la voce.
"Ressing!!" Ripeté scocciato l'uomo. "Dovrò aggiornarti cara mia, sei invecchiata ... " Sentenziò riferendosi alla voce.
"Password approvata ... Accesso Ingress ... Attivato."
"Ok. Siamo pronti ... Non preoccuparti ragazzo mio, sto arrivando."

"Computer. Accesso 346 578 299 19. Elaborazione … invio applicazione … Ingress attivato."
"Caricamento applicazione... 40%"
"89%" Continuava rapidamente la voce meccanica.
"100% ... Completato ... Applicazione Ingress correttamente distribuita a 8.942.456.934.842 utenti attivi zona Europa ..."
"Eccellente." Disse sorridendo il signor Boeni. “Adesso vediamo di cosa sei capace.”

L’ultima volta che Richard aveva incontrato sua madre era stato il pomeriggio di quattro giorni prima. Avevano litigato.
Ovvero la Signora Misseltwaith aveva passato quaranta minuti a rimproverare il figlio per tutta una serie di gravi mancanze: dall’assenza di ordine, alla scarsità di tempo dedicato allo studio per finire con accenni all’igiene personale. Proprio quest’ultimo rimprovero aveva portato il ragazzo all’esasperazione.
Avevano urlato, avevano esagerato, avevano rotto oggetti … infine il ragazzo aveva preso le sue cose, il suo amico Gatto ed era uscito dalla finestra con l’intenzione di non tornare mai più.

Ero fuori casa da ormai tre giorni. La libertà al terzo giorno inizia a diventare normalità.
Le vivande non mancavano, il mio zaino ne era pieno fino all'orlo. Eppure, stare lontano da casa, dormire nelle fredde strade cittadine, tutto ciò mi buttava un po’ giù di morale.
Sentirsi responsabili di se stessi, lontano da un Madre leggermente soffocante, era una sensazione bellissima. Questo anche in totale mancanza di comodità.
Mi mancava la mia stanza, il mio letto; tutto ciò che mi rimaneva era la piccola gattina NineNineNine ma soprattutto mi mancava il nonno.
La notte in città diventava gelida e cupa, mi sentivo solo ogni giorno di più ...
Ma mai è poi mai sarei tornato! Non volevo neanche avere contatti con la mamma, non ci avrei mai più parlato, ogni volta scoppiava una lite.
Era Martedì pomeriggio, sempre se avevo tenuto bene il conto da quando ero scappato ... Erano circa le quattro a giudicare dallo spostamento del sole, all'improvviso mi squillò il cellulare. Strano, ero convinto di averlo spento. Si trattava di un messaggio, una richiesta per un gioco, un'applicazione chiamata Ingress. Ne avevo sentito parlare in internet, si tratta di una specie di realtà aumentata, un coinvolgente gioco a metà strada tra realtà e fantasia.
In mezzo ai miei pensieri se ne affacciò uno che non aveva nulla a che fare con il mio presente:
“Cosa me ne potevo fare io di una realtà aumentata ?! ...”
Eppure, nonostante rifiutassi la richiesta, sembrava essere come un virus, il cellulare iniziò a caricare il gioco nonostante io continuassi a tentare di spengere il telefono ... 40%, 89%, 100% … caricamento completato.
Non avevo più il controllo del telefono.
La telecamera si accese e una voce metallica proveniente dal cellulare disse:
"Ricorda … il tuo codice è: Ressing.” Così detto inserii il codice e la solita voce robotica continuò:
"Sei in una dimensione reale ... Tutto ciò che vedi ... Ciò che dovrai fare ... Non è finzione ..."
"Oh ma per favore! Ma chi vuoi prendere in giro !..." Imprecai contro il cellulare.
Provai nuovamente a spegnere il cellulare ma niente da fare ... Sembrava essere posseduto.
Poi, proprio come si era acceso, si spense.
Iniziava a piovere, faceva freddo. Alzando lo sguardo vidi in collina una specie di rifugio in legno, una casa tutta rovinata che assomigliava molto ad una legnaia in disuso.
“Gatto … Questa sera dormiamo al coperto …” Annuncia alla piccola NineNineNine.
“Miao ….”
Mentre camminavamo per il pendio, perso nei miei pensieri, dimenticai completamente il cellulare …

Nello stesso momento un breve codice fu inviato a tutti i telefoni che avevano in se l’applicazione Ingress. A tutti i telefoni presenti in Europa e, per sicurezza, anche nelle Repubbliche Baltiche ed anche in Africa del nord.
In quel preciso istante, milioni di persone che in quel momento stavano giocando con la loro applicazione preferita ricevettero un piccolo, insignificante, avviso:
“Missione da 500 AP – Accettare ?”
Naturalmente 500 Action Points facevano gola a molti per poter accedere ad un livello superiore e quindi la maggior parte dei giocatori accettò di buon grado una nuova missione.
“Codice Missione: Ressing …. Scopo: Rintracciare giocatore Ressing e consegnare Messaggio. Il Messaggio è criptato e sarà decifrato nel momento in cui sarà presente Ressing in un raggio di 30 metri.”
Nello stesso tempo che impiega una persona dalle normali abilità ad accendere il proprio computer, iniziò il tam tam delle notizie in internet.
Numerose comunità di giocatori di Ingress si interrogavano a vicenda sul significato nasconso nella Missione Ressing.
Illuminati affermavano che si trattava di una trama ordita dai membri della Resistenza. Mentre la Resistenza negava e discuteva sulla possibilità di un doppiogioco da parte degli avversari.
Le discussioni spaziavano e dibattevano con fantasiose e complesse teorie che coinvolgevano alieni, servizi segreti e intelligenze superiori.
Tutti ne parlavano ma, fondamentalmente, nessuno sapeva nulla di più di quello che la stessa missione aveva svelato.
Solo uno, timido, internauta, scrisse un minuscolo post, quale commento sotto una delle innumerevoli foto postate in un social … il piccolo internauta aveva scritto, spinto da un lampo di lucidità:
“Ingress è solamente un gioco. Forse qualcuno vuole vedere se può essere utilizzato per scopi differenti.”
Naturalmente fu ignorato, sommerso nel caos di post, messaggi, rumori … tipico della rete internet.
Poi accadde una stranezza …
Un Padre che giocava con Ingress assieme al figlio, passeggiando per delle strade di un piccolo paese dell’Europa centrale ricevette un avviso:
“Missione Ressing … obbiettivo vicino … premio per consegna messaggio a giocatore Resssing 500 AP – Accettare ?”
Più o meno nella stessa mezz’ora un postino che stava consegnando la posta, mentre giocava, ricevette lo stesso messaggio.
Un pescatore che aveva appena istallato Ingress mentre aspettava che la sua preda abboccasse all’amo ricevette un messaggio uguale, rifiutò non sapendo cosa fare.
Un ragazzo si trovava seduto nell’aula mentre si svolgeva una lezione di matematica. Nell’ovattato silenzio che segue una complessa spiegazione riecheggiò un sonoro “Blip”.
Circa duecento persone ricevettero quel messaggio … nessuno ne parlò su internet perché tra quei privilegiati solo una decina decisero di accettare la missione.
Tra questi solamente il padre assieme al figlio videro apparire sul display del loro telefono un radar e lo seguirono.

Richard si era sistemato nella baita disabitata, aveva preso un po’ di legna ed aveva acceso il fuoco nel caminetto. Amante dell’ordine aveva spazzato e sistemato un po’ la misera stanza. Mentre lo faceva pensò a sua madre. Scosse le spalle, ancora era arrabbiato, aveva bisogno di più tempo.
“Miao …”
“E’ vero, ho fame anch’io.” Confidò alla gattina.
Dentro allo zaino aveva ancora cibo, tirò fuori una lattina di fagioli in scatola ed un pezzetto di formaggio, un po’ di pane acquistato la mattina ed un barattolo di filetti di sgombro.
L’odore dello sgombro agitò NineNineNine che fu la prima ad essere servita.
Richard sistemò il cibo sopra una vecchia tavola, davanti al caminetto, ed iniziò a mangiare, perdendosi nei suoi pensieri …
“C’è nessuno ?...” Chiede una voce da fuori.
Richard non parlava con anima viva da almeno due giorni e stranamente era felice di sentire qualcuno, anche se aveva timore di essere cacciato da quella sistemazione improvvisata.
“C’è nessuno ?..” Insisteva la voce di un uomo.
“C’è nessuno ?...” Erano in due ed il secondo era un bambino.
Richard si alzò ed aprì la porta.
“Ci sono io ?... “ Rispose tranquillo chiedendosi se quell’uomo con il bambino ernao i padroni della baita.
“Lei è Ressing ?...” Chiese l’uomo.
“Ressing ?..” Richard, vagamente, si ricordò del telefono e di quella parola. Cosa aveva detto la voce metallica ?... Si, aveva detto: Il tuo codice è Ressing.
“Ci scusi, io e mio figlio stiamo giocando con un nuovo gioco che si chiama Ingress ed abbiamo accettato una strana missione per guadagnare dei punti … “ L’uomo faceva un po’ fatica a spiegarsi. “Il gioco ci ha chiesto di rintracciare un giocatore chiamato Ressing e di consegnare un messaggio.”
I due telefoni, avvicinandosi, “bumparono ..” non saprei descrivere, fecero “bump” … vibrarono e cicaleggiarono.
Sia Richard che l’uomo li estrassero dalle tasche.
“Il mio era spento.” Disse Richard guardando il suo telefono che sembrava quasi felice di incontrare un suo simile.
Nel cellulare dell’uomo apparve l’immagine di un messaggio in partenza e subito dopo una grande scritta:
“Congratulazioni Missione Compiuta: +500 AP”
Sul cellulare di Richard apparve il messaggio, chiaro e semplice:
“Ragazzo mi manchi, torna a casa.” Firmato Nonno Luciano.

In quel preciso istante, il cellulare di Nonno Luciano vibrò ed apparve una scritta lampeggiante:
“Messaggio Correttamente Consegnato … nuovo Giocatore localizzato …”
“Bene …” pensò l’anziano “… adesso la prossima mossa la deve fare il ragazzo …” e sorrise.
Fischiettando contento, prese il suo cappotto, lo indossò e si diresse alla porta. Doveva andare da Inde per tranquillizzarla.
Uscito dalla porta un ragazzino si avvicinò e gli disse:
“Mi scusi, lei è Ressing ?..”
Luciano sgranò gli occhi e con un filo di voce rispose di si.
I due cellulari Bumparono …. Ed un messaggio apparve su quello dell’anziano.
Mentre il ragazzino si allontanava felice per i punti vinti, Luciano aprì il suo messaggio:
“Veramente un sistema ingegnoso ed interessante. Siamo sicuri che troveremo fantasiosi modi per utilizzarlo. Complimenti Signor Boeni.”
Luciano sorrise. “Sempre i soliti simpaticoni …” Commentò.


 

Scritto da Gatto NineNineNine

a Febbraio 2013

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