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Piccola Raccolta Grandi Frasi Celebri ...
di Gatto NineNineNine   

Piccola Raccolta Grandi Frasi Celebri =^.^=

         

Piccola Raccolta Grandi Frasi Celebri

        

A ciascuno il suo

Unicuique suum

(principio fondamentale di giustizia)

Questa frase è stata scritta da Cicerone nel suo “De natura deorum” e ripresa poi da Giustiniano che lo cita nella frase: “Justizia est constans et perpetua voluta ius suum cuique tribuendi”

 

 

Acqua alle corde

1586, per evitare confusione durante la difficile operazione di innalzamento dell’obelisco di Piazza San Pietro, il Papa Sisto V aveva pubblicato un editto che vietava a chiunque di entrare nel recinto, parlare o fare il minimo strepitio, pena la Morte.

Il 10 Settembre 1586 fu dato mandato di innalzare l’obelisco di Piazza San Pietro. Per assicurarsi che nessuno facesse rumore venne messo anche un boia a monito.

Si narra che durante la fase più critica, un certo Bresca da San Remo, capitano di bastimento genovese, vedendo che le corde di canapa che reggevano il monolito si stavano allungando più del previsto, non curante dell’Editto Papale, urlò:

“Acqua alle Corde !...”.

L’Architetto Domenico Fontana, chiamato dal Pontefice per presidiare i lavori, ascoltò Bresca e gettò acqua alle corde per farle tirare.

Si narra che il Bresca ebbe salva la vita e ricevette numerosi benefici grazie al suo tempestivo intervento.

Personalmente credo che Bresca abbia fatto bene ad avvertire, per evitare un grande danno … ho visto l’obelisco ed è veramente immenso e possente.


 

Anche tu, o Bruto, figlio mio ?

Tu quoque, Brute, fili mi ?

Sono le ultime parole di Giulio Cesare, così come narrate da Svetonio nella sua opera: “La vita di Cesare”. Quelle parole erano rivolte a Bruto che aveva partecipato alla congiura contro di lui.

Gli studiosi dicono che quelle parole potevano essere rivolte a Marco Bruto, figlio della sua amante Servilla oppure a Decimo Bruto Albino amato e protetto da Cesare stesso.


Carpe Diem

Lo dice Orazio nelle sue “Odi” (Libro I, Ode II, volume 8) descrivendo il tempo che scorre via e l’ora che, fuggendo, non ritornerà mai più.

Proprio per questo in ogni singolo attimo di vita dobbiamo dare il meglio di noi stessi …

 

 

Chi tace acconsente

Qui tacet, consentire videtur

E’ uno dei proverbi più noti, ma non tutti sanno che deriva da un testo di diritto canonico, una Decretale di Bonifacio VIII il quale voleva evidenziare il fatto che a volte il silenzio può essere equivoco e pericoloso.



Cogito ergo Sum

Penso, dunque esisto

Profondo pensiero di Réné Descartes enunciato nel  suo saggio: “Principes Philos”.

Questa piccola frase è diventata il cardine della filosofia Cartesiana. Le fonti di questo illuminato pensiero sono da ricercare nel testo: “Vivere et Cogitare” di Cicerone ripreso successivamente nel “Soliloquia” di Sant’Agostino.

Naturalmente con internet, abbiamo assistito al moltiplicarsi di storpiature … a mio parere, quella più adatta ai tempi attuali è la seguente: “Digito, ergo Sum” …


 

E’ meglio vivere un giorno da Leone che cent’anni da pecora

E’ una scritta graffita dai fanti italiani sui muri diroccati di una casa nella frazione Ponte di Cave. La si legge in un’immagine dentro il volume: La Guerra, raccolte del Reparto fotografico del Comando Supremo del Regio Esercito, volume dedicato alla Battaglia dell’Astico al Piave 15-25 Giugno 1918.

Frase Triste e Mesta, proprio come la stessa guerra ….

 

 

E’ più facile che un cammello passi per la cruna di un ago.

Facilius est Camelum per foramen acus transire

Da Vangelo secondo Marco, canto XIX, verso 24.

Sono parole di Gesù.

Alcuni studiosi tra i quali Teofilatto e Suida pensano che ci sia un errore di traduzione dalla Volgata. In sintesi, cambiando una sola lettera dall’originale in antica scrittura, la parola che viene comunemente tradotta come “cammello” diventerebbe “grosso canapo” ovvero una fune spessa e resistente alla quale i navigatori legano l’ancora delle imbarcazioni.

In questo caso, pur mantenendo identico significato, la frase sarebbe più congrua.

Modestamente e personalmente preferisco continuare al povero Cammello che si spreme …. =^.^=

 

 

Essere o Non Essere, questo è il Problema

To be, or not to be, that is the Question

Sicuramente si tratta della frase più conosciuto dell’Amleto di Shakespeare (Atto III, Scena I).

Si tratta del monologo di Amleto Principe di Danimarca, il quale si interroga sull’esistenza del vivere (essere) o morire (non essere). Tale dilemma è alla radice della sua indecisione e gli impedisce di agire: da qui il famoso: “Dubbio Amletico”

Anche questa frase nell’epoca attuale è stata stravolta e storpiata a piacere … sempre parlando di epoca internet  oggi potrebbe essere detto: Digitare o Non Digitare, questo è il Problema (Type or Not Type, that is the Question) … a volte, veramente un Dilemma …

 

 

Est Est Est !

La leggenda narra di un Vescovo Tedesco (forse chiamato Giovanni Fugger) che in occasione di un suo viaggio in Italia incaricò un suo domestico di precederlo per segnalargli le osterie dove avrebbe potuto trovare ottimo vino.

Il suo compito era quello di scrivere sulla porta di queste osterie: Est Bonum” ovvero, è buono e più semplicemente “est”.

Il domestico, giunto a Montefiascone ed assaggiato un Moscato di còla, ritenendolo superiore agli altri sulla porta dell’Osteria scrisse: Est Est Est

Si narra che il Vescovo bevve quel vino fino a morirne.

Montefiascone non è poi toppo lontano da dove mi trovo io …. In verità non bevo vino, ma un assaggio potrei anche farlo …


 

Eureka !

E’ la parola che esclamò Archimede, matematico e fisico vissuto nel III Secolo AC, balzando fuori dalla vasca da bagno , nel preciso istante in cui trovò la soluzione ad un problema che gli aveva posto Gerone II Re di Siracusa.

Il problema era quello di come fare per scoprire la vera natura metallica di una corona di oro non purissimo.

Da quel colpo di genio è nato il principio di idrostatica che recita: “Un Corpo immerso in un fluido riceve una spinta dal basso verso l’alto pari al peso del volume del fluido spostato”.

Non a caso si trovava dentro una vasca da bagno … =^.^=

 

 

Excusatio non petita, accusato manifesta.

Antico detto latino. La traduzione letterale è: “Scusa non richiesta, accusa manifesta”. Ed indica la colpa in chi adduce scuse non richieste.

Profondamente interessante come concetto …  purtroppo se lo utilizzo troppo mi scandalizzo !...

 

 

Homo Homini Lupus

L’Uomo è Lupo per un altro Uomo

Frase che concentra la cattiveria umana nei confronti dei propri simili. Nell’Asinaria di Plauto è detto in forma alquanto diversa: “Lupus est Homo Homini, non Homo”.

Personalmente non trovo sia una metafora calzante … ho sempre considerato i Lupi, come le altre creature carnivore non cattive, solo affamate. L’uomo non placa una fame, se non quella della sua stessa malvagità.

 

 

Noblesse Oblige

Nobiltà fa Obbligo

Frase attribuita al Duca P.M.G. de Lévis (1755 – 1830) poiché si legge nella sua raccolta: “Massime e Riflessioni”. Eppure la vera origine di questa frase va ricercata in una sentenza di Boezio (De Consolat, Philosophiae) in cui invita i Nobili ad emulare le virtù Cavalleresche.

 

 

Obbedisco

Giuseppe Garibaldi alla guida del suo esercito invase nel 1866 il Trentino costringendo gli Austriaci alla ritirata. Il 24 Luglio gli Austriaci stavano per abbandonare il Trento. Il giorno successivo fu annunciata una tregua di otto giorni. Il 3 Agosto la tregua fu prolungata per un’altra settimana. Il 9 dello stesso mese il Generale Garibaldi riceveva l’ordine di ritiro del Generale La Marmora da parte del Re.

Non sappiamo come prese la notizia Garibaldi e rinunciare alla conquista, eppure, dalla sintetica risposta traspare apertamente una reticenza: “Ho Ricevuto Dispaccio 1072. Obbedisco. Garibaldi.”

 

 

Per aspera sic itur ad Astra

Attraverso le asperità alle Stelle

Lo scrive Seneca nel secondo atto del suo: “Hercules Furens” per descrivere che a volte il percorso per arrivare a certi risultati è veramente difficile.

Sono pienamente in sintonia con Seneca … per ottenere risultati occorre duro impegno … e penso anche che ottenere facilmente qualcosa lo svalorizza …

 

 

Quod non fecerunt Barbari, Barbarini fecerunt

Quello che non fecero i Barbari, lo fecero i Barberini

Una delle frasi più conosciute delle satire di Pasquino; dove narra le prepotenze ed il vandalismo di Maffeo Barberini. Maffeo Barberini divenne Papa nel 1624 con il nome di Urbano VIII.

Urbano VIII fece togliere il bronzo dalle travi del Pantheon per realizzare un altare dedicato a San Pietro ed anche 80 cannoni destinati a Castel Sant’Angelo.

 


Quo Vadis ?

Quo Vadis è il nome di una piccola Chiesa che si trova sulla Via Appia, vicino all’incrocio con Via Ardeatina. Secondo la credenza questa chiesa sorge nel luogo dove San Pietro, fuggito dal carcere Mamertino, mentre si allontanava da Roma, ebbe l’apparizione di Gesù al quale chiese:

“Domine, quo vadis ?” (Signore, dove vai ?)

E Cristo rispose:

“Romam iterum crucifigi” (A Roma per esservi di nuovo crocifisso).

A queste parole Pietro tornò a Roma dove venne martirizzato.

 

 

Sul Ponte sventola Bandiera bianca

La frase citata nell’omonima canzone di Franco Battiato è in origine un’ode a Venezia.

Sono i versi scritti da Arnaldo Fusinato nel 1849 nel suo: “Addio a Venezia” dove racconta l’eroica resa della città lagunare che cedette per fame ed a causa della peste alla durissima repressione Austriaca.

Arnaldo scrive:

“Il morbo infuria, il pan ci manca. Sul ponte sventola bandiera bianca.”

 

 

Tizio, Cajo e Sempronio

Secondo gli storici questa triade di nomi risale a designazioni schematiche presenti nel Digesto. In latino Digesta o Pandectae, ovvero una raccolta di 50 libri di giuristi romani realizzata per volontà dell’Imperatore Giustiniano I circa nel 530 DC.

L’unione dei tre nomi: Titius, Cajus et Sempronius compare per la prima volta nel formulario Notarile Magliabechiano, attribuito a Irnerio fra la fine del XII secolo e gli inzia del XIII.

Oggi si utilizza la triade di nomi: Tizio, Caio e Sempronio in modo goliardico e ludico … mi sono stupita nel leggere che derivano da testi giuridici ….

 

 

Veni, Vidi, Vidi

Venni, Vidi, Vinsi

3V scritte da Giulio Cesare all’amico Aminzio al quale indirizza una lettera dove racconta la vittoria su Farnace presso Zela nel Ponto il 2 Agosto del 47 AC.


 

 


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e mi convinco ogni giorno di più che la realtà in cui viviamo è sempre più intrigante della più fervida tra le fantasie !...

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