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Osservatore - Giorno 967263 - Elia
di Gatto NineNineNine   

Il sole del primo pomeriggio scalda la pelle, dolorosamente.
Il mio ospite è abituato, lo accetta, lo apprezza.
Viaggia a dorso nudo, sorride proprio perché è una bella giornata.

         

Osservatore

Giorno 967263

Elia

          

SERIE DI RACCONTI DELL'OSSERVATORE

 

Il sole del primo pomeriggio scalda la pelle, dolorosamente.

Il mio ospite è abituato, lo accetta, lo apprezza.

Viaggia a dorso nudo, sorride proprio perché è una bella giornata.

Si sta recando al tempio. Vuole una piccola certezza sul suo futuro, un buon auspicio.

La salita per arrivare alla capanna del saggio è in salita. La tradizione vuole che si lasci un'offerta nella cesta davanti alla capanna. Un frutto, un pesce, un fiore. Se te lo puoi permettere una moneta. Dicono che il saggio dispensi sempre buoni auspici a chi dona una moneta. Lui non sa se questa diceria sua vera ma desidera così tanto un buon auspicio che tiene stretta un mano la sua moneta. La farà tintinnare forte, in modo che il saggio sappia che lui ha donato qualcosa di valore.

La salita è irta.

Il sudore sulla pelle è piacevole ed il sole scalda.

-- Buongiorno ragazzo.

Una voce anziana proveniente dalla foresta blocca il mio ospite.

In effetti ha preso di sorpresa anche me, non avevo percepito alcuna presenza, anomalo.

Dopo un attimo un lieve fruscio alla nostra destra.

Un canuto individuo sbuca dal folto della foresta. Anche lui a dorso nudo.

-- Oggi è proprio una bellissima giornata. --Esordisve sorridente. Gli mancano metà dei denti ma lo sguardo è vispo e brillante.

Ci osserva, si incanta un attimo.

-- Buongiorno. -- Farfuglia il mio ragazzo. È agitato. Anomalo. Neppure di fronte ad un pericoloso coccodrillo lo avevo visto tanto teso.

L'anziano continua ad osservarci, ci gira attorno, ci scruta.

Per quanto impossibile mi sento a disagio anche io.

-- Venivi a trovarmi ? -- chiede.

Il giovane annuisce.

--Allora facciamo pure il resto della strada assieme. -- Poi mi fissa. -- Tutti e tre.

Il giovane lo guarda perplesso ma ha timore di domandare.

Anche io ho timore di domandare.

-- Dimmi ragazzo, pensi che sia molto importante questa tua domanda da porre a questo vecchio ?

Il ragazzo arrossì ed annuì. Il vecchio sorrise.

-- Allora questo vecchio cercherà di darti la più saggia delle sue risposte.

Passeggiammo un po', in silenzio, circondati dai rumori della foresta.

Poi l'anziano si fermò e mi scrutò.

-- Ho riflettuto e voglio rispondere alla tua domanda con sincerità. Però, come piccolo dono per me, vorrei poter parlare con il tuo amico.

Il ragazzo guardò il canuto vecchietto. Prima che le parole entrassero nei suoi pensieri passò un secolo, si era fermato alla promessa di una risposta sincera. Io, invece, tremavo. Se tremare è la parola giusta per un essere come me.

-- Tutto ciò che desidera venerabile saggio. Con quale dei miei amici vuole parlare ?

-- Uno che non conosci. -- L'anziano sorrideva. Io gelavo. -- Non ti preoccupare di questo vecchio pazzerello. – Continuò assumendo un’aria infantile.

Cercai di concentrarmi, anche se in questo momento quello strano essere mi stava sconvolgendo. Come è possibile che mi abbia percepito ?

Subito dopo la prima regola di non interferenza, il codice recita: Nessuno ti deve scoprire.

Generalmente è una regola facile da rispettare, spesso è sufficiente rispettare la prima e la seconda viene da sola. Nessuna creatura vivente ha la possibilità di vedere o percepire un Osservatore.

Questo vecchio però sembra che mi guardi dritto nell'anima, è impressionante.

Mi concentrai ulteriormente, eppure, nonostante i miei sforzi, non riuscivo a percepire la sua aurea.

Questo era davvero insolito.

Avrei avuto bisogno di un contatto fisico.

-- Lascia che ti abbracci. Se ti abbraccio potrò parlare un attimo con il tuo amico. – Disse improvvisamente il vecchietto.

Adesso ero terrorizzato.

Il giovane sorrise ed assecondò il saggio.

Gli avevano detto che era un lunatico, simpatico e strano vecchietto. E proprio così lo aveva trovato.

Improvvisamente lo abbracciò. In quel lieve momento lo considerò come un caro nonno, con amore, affetto e tanta simpatia.

Il contatto fu come un'esplosione.

Non avevo mai sperimentato un simile contatto.

Improvvisamente tutto l'universo attorno a me divenne un vortice colorato di emozioni. Decisamente un contatto fuori dal comune, neppure un collegamento tra osservatori che condividono le proprie esperienze ha una simile intensità.

"È tanto, tanto tempo che non incontro un osservatore."

Un intenso pensiero riempì tutto l'universo colorato.

"La mia anima è scossa da questo inaspettato incontro."

Una calorosa risata mi fece vibrare.

"Frena la tua perplessità." Echeggio la voce. Sentivo che mi stava analizzando ed io non potevo fare altrettanto. Era una situazione alquanto frustrante.

"Per placare la tua curiosità ti dico che io sono un Anziano."

Un brivido di deferenza mi attraversò e mi raggelò, come se improvvisamente avesse iniziato a nevicare dentro la mia anima.

"Noto che hai già sentito parlare di quelli come me."

Non avrei mai supposto di incontrare un essere tanto antico e saggio durante la mia vita, ne tantomeno avrei supposto di trovarlo in un luogo perduto ai confini dell’universo come questo.

"Veramente pensavi di non incontrare mai un Anziano ?... Che buffo, spesso infrangi la prima regola e supponi che nessuno se ne accorga."

Adesso mi stavo preoccupando. La nevicata si stava trasformando in tempesta.

"Ogni azione ha sempre una reazione. Proprio per questo la regola numero uno è quella di non interferire. Nessuna azione, nessuna reazione." Mi spiegò.

Fortunatamente non sembrava adirato.

"Comunque ho sempre pensato che di per se stesso l'universo non è molto saggio, in qualche assurdo modo anche lui segue la regola della non interferenza." La voce dell'Anziano si era fatta riflessiva e per un attimo non si fece sentire.

"Secondo la mia esperienza questa cosa della non interferenza ha causato solamente puro, asettico, negativo caos."

Una benevola risata echeggiò. La tormenta si stava placando, lentamente.

"Noto con piacere che sei proprio giovane. Fa sempre piacere incontrare qualcuno delle nuove generazioni. In questo luogo tanto caotico e tanto lontano è proprio difficile incontrare uno di voi."

Sentii che stava profondamente analizzando il mio essere.

"Sei proprio giovane." Sentenzio. "E ... perbacco, hai già infranto il codice un'infinità di volte. Sarebbe mio dovere rispedirti a casa."

La tormenta di neve divenne nuovamente bufera e la mia anima gelò fin dentro il suo nucleo più remoto.

"Eppure." Sospirò. "Mi ricordi tanto me stesso agli inizi della creazione."

I secondi di silenzio divennero quasi minuti.

L'universo colorato attorno a me vorticava di emozioni, di contrasti, ed io, purtroppo non riuscivo a decifrarne il contenuto.

Infine, l’Anziano, sorrise.

Una dolce risata che disciolse un po' il ghiaccio che mi attanagliava.

"Ho visto tutto quello che hai fatto e devo dire che hai preso sempre delle difficili scelte. Ogni tua scelta è stata dettata dal desiderio di riparare ad una cosmica ingiustizia. Non hai mai fatto nulla contro queste semplici creature, mai nulla per complicare la tua osservazione. Questo mi piace. Quindi voglio farti un dono. Vorrei condividere con te la mia povera, pazza, caotica ed antica esperienza."

Adesso ero frastornato. Un Anziano che desiderava condividere con me. Cosa avrei mai potuto offrirgli in cambio.

"Mi offrirai il tuo fresco desiderio di giustizia." Rispose ad un mio inespresso pensiero.

Il vortice di colori che adesso era il mio universo interiore vibrò, si espanse fino ai confini dell’universo e dal mio piccolo punto di vista riuscii a scorgere attorno e me miliardi di mondi abitati, galassie mai viste, sistemi di galassie con nomi tanto famosi ed esotici che credevo non esistessero. Miriadi di esseri, miriadi di anime, miriadi di storie ... Poi tutto questo universo si restrinse ed entrò improvvisamente dentro di me.

Adesso tutta questa esperienza, tutte queste storie, erano in me ed io era in loro.

Adesso anche il mio universo si era colorato di tutte le sfumature esistenti.

Ero completamente stordito, ero completamente felice, avevo improvvisamente la comprensione dell'universo vista attraverso l’esperienza di un Anziano.

"Grazie." Mi disse l'Anziano.

"Dovrei essere io a ringraziare."

"No, sono io a ringraziarti, tu mi hai appena restituito un po' dell'entusiasmo giovanile ed io proprio di questo avevo bisogno. In cambio ti ho donato solamente una moltitudine caotica di esperienze, di informazioni che con il tempo elaborerai e farei tue in un modo che solamente la tua anima riesce a fare."

Proprio vero. La mia maturazione era sempre la stessa, avevo tante esperienze che mi avrebbero aiutato, ma comunque la saggezza era una meta lontana da raggiungere, un percorso interiore. Adesso potevo comprenderlo.

"Resta una sola cosa da fare prima di salutarci."

"Cosa dobbiamo fare ?"

"Dobbiamo pensare al tuo ospite, al ragazzo che tanto desidera avere un responso favorevole da questo vecchio saggio."

"Ho visto la sua vita, sarà una vita molto semplice, felice. Avrà tanti ostacoli da superari ed assaporerà tanti momenti di felicità. La sua sarà una vita serena."

"Sarebbe un po' triste svelargli il finale, non trovi ?"

"Forse un po'."

"Ti ho già ringraziato per avermi donato un po' del tuo spirito giovanile, permettimi di investirne un po' ed allo stesso tempo  posso farti vedere che la strada che devi percorrere è ancora lunga."

Detto ciò l'universo colorato dell'Anziano si dissolse, ma constatai piacevolmente che adesso anche il mio universo era costellato da striature variopinte, striature di emozioni, di ricordi, di esperienze.

Il saggio lascio l’abbraccio del ragazzo, sorridendogli.

-- Ti ringrazio. -- Gli disse. -- Tu non lo sai ma mi hai appena regalato una preziosa emozione. Mi hai permesso di conoscere un nuovo e caro amico.

Il ragazzo era perplesso, stringeva la sua preziosa moneta e l'unico suo pensiero era rivolto alla risposta che desiderava.

-- Io conosco la domanda che mi vuoi fare. -- Gli sorrise il vecchietto. -- La moneta che porti mi dice che una mia risposta per te è molto importante.

Il ragazzo guardò il suo pugno chiuso e si chiese come aveva fatto quel vecchietto a vedere la sua moneta. Gliela porse.

-- Grazie. -- Disse il saggio prendendo il pezzetto di metallo. Poi si immobilizzò, roteo gli occhi ed emise un sibilante fischio, quasi gutturale, impressionante.

-- Tu, giovane Elia, sposerai Giada entro l'anno. Vedo ... -- aprezzai anche io la pausa scenica -- ... vedo ... vedo che per avere una vita serena devi affrontare assolutamente una prova di buona sorte.

Il vecchio sgranò gli occhi.

Il ragazzo sgranò gli occhi.

Io rimasi perplesso, che storia era.

-- Dovrai assolutamente fare quello che sto per dirti. -- iI due si guardavo seriamente. -- Prendi una barca, raggiungi l’Isola dei Pellicani, accendi un piccolo fuoco ed aspetta la notte. Quando la Luna sarà al suo apice siedi, rilassati e chiedi al tuo Osservatore di farti vedere il suo nuovo e colorato universo. Chiedi per piacere di farti dare una piccola occhiata al suo universo ed alle mille e mille esperienze di vita.

Che brigante di Anziano, pensai.

Mi sembrava pure di sentire la sua risata.

-- Se scorgerai il turbine della sua lunga vita sarai un po' più saggio e la tua vita ti sorriderà.

Brigante di un Anziano.

Così stava di nuovo a me decidere.

Il Saggio già sapeva che avrei comunque accontentato il ragazzo.

Quel vecchietto già sapeva che mi sarei pure divertito a mostrare la mia nuova, coloratissima anima.

Quell’antico essere sapeva perfettamente che avrei donato al ragazzo un pizzico di saggezza e con quella avrebbe affrontato con gioia e coraggio la sua esistenza.


 

  

SERIE DI RACCONTI DELL'OSSERVATORE

Scritto a sei mani da Gatto NineNineNine, Fratellino e Dad (soprannominato Inzbin)

a fine Giugno 2013

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